A STAR IS BORN
Luglio del 2004, Seattle.
Ayanna Porter è a casa con suo figlio di soli 4 anni.
Nel frattempo, il marito, Kevin Porter Senior, si trova in un bar: dopo aver scontato con 4 anni e mezzo di carcere i suoi problemi con la legge, sta finalmente riuscendo ad avere una vita normale.
In quel bar di Seattle, però, quel pomeriggio, scoppia una rissa e Porter Senior interviene per cercare di difendere la vittima dell’aggressione. Qualcosa va storto e cinque colpi di pistola, indirizzati contro di lui, risuonano come rintocchi di campana.
Kevin Porter Jr, a soli 4 anni, non ha più un padre.
Cresce al fianco della madre, cercando di trasformare il dolore della perdita in energia positiva.
Inizia a giocare a basket per sfogarsi, per non pensare.
Quando arriva il momento della scelta dell’High School, Porter Jr convince Ayanna ad iscriverlo alla Rainier Beach, perché quella era la scuola che aveva frequentato il padre e dove il padre era diventato un eroe sportivo locale. Vuole seguire le sue orme.
Durante gli anni dell’High School inizia a farsi notare, sul campo da basket è dominante.
Porter Jr ha talento, parecchio; ma, lontano dal parquet, iniziano a sorgere i primi problemi ed attorno a lui aleggia la nomea di “testa calda”.
Il turning point della sua vita avviene probabilmente durante una partita di esibizione giocata nella palestra della Rainier. All’evento partecipano anche professionisti del calibro di Brandon Roy, Spencer Hawes e, soprattutto, Jamal Crawford.
Sugli spalti siede un ragazzino con la tuta nera che sfida i cestisti sul parquet, urlando loro di poter batterli in uno contro uno o ad una gara di tiri. Il ragazzino con così tanta fiducia in sé stesso è Kevin e Crawford lo nota.
Jamal, da quel momento, diventa per Kevin quella figura paterna che non ha mai avuto, gli sta a fianco e gli dà consigli, soprattutto su argomenti “off the court”. Lo aiuta a tenersi lontano dalla strada.
La crescita di Kevin come giocatore è sotto gli occhi di tutti e lui ne è consapevole.
Ha due legacy da portare avanti: la sua e quella del padre, mai dimenticato. Kevin, infatti, gioca con la canotta numero 4, come gli anni che aveva quando papà Porter Senior è stato brutalmente ucciso.
È tempo di scegliere l’università e Kevin prepara le valigie: lascia Seattle alla volta di Los Angeles, giocherà per la University of Southern California (USC).
La sua avventura in NCAA la vive tra alti e bassi, tra prestazioni talmente esaltanti da accendere paragoni fantascientifici con Harden e problemi comportamentali che gli costano una lunghissima sospensione. Genio e sregolatezza, come i più grandi. Tutto sta nel trovare un equilibrio.
La sua parentesi collegiale dura solo un anno ed al termine della sua stagione da freshman si dichiara eleggibile per il Draft del 2019.
A chiamarlo nella lega dei grandi, con la scelta numero 30, sono i Milwaukee Bucks che però lo scambiano subito e Kevin approda a Cleveland.
La stagione da rookie la conclude con 23 minuti di media a partita conditi con 10 punti e 2 assist.
Tutti si attendono la sua esplosione nell’anno da sophomore.
Il talento non manca, le motivazioni nemmeno, ma, come spesso accade, le cose non sono così semplici.
Prima dell’inizio della regular season, precisamente il 15 novembre 2020, Kevin, privo di patente, ha un incidente a bordo del suo SUV. La polizia interviene per gli accertamenti e trova una calibro 45 detenuta illegalmente e della marijuana a bordo del veicolo. Kevin viene arrestato, tuttavia le accuse cadranno nel giro di poco.
Tuttavia, il crollo psicologico del ragazzo è evidente.
Porter jr salta tutta la prima parte della stagione a causa di problemi personali. I Cavaliers sanno di avere tra le mani un diamante grezzo e decidono di aspettarlo.
Il 16 gennaio 2021 i Cavs battono i Knicks, ma qualcosa, negli spogliatoi, non va: i dirigenti di Cleveland hanno spostato l’armadietto di Porter Jr, rilegandolo nell’area dei rookie, per far spazio ai nuovi arrivi Jarret Allen e Taurean Prince. Per Kevin è un affronto troppo grande, non si sente apprezzato e ha un durissimo confronto con la società a seguito del quale i Cavs decidono di scambiarlo.
Il 22 Gennaio Porter Jr viene spedito a Huoston via trade.
In Texas, con una squadra completamente smembrata in vista di una futura ricostruzione, Kevin ha l’occasione di splendere.
Tuttavia, il Sophomore originario di Seattle, tiene una media non entusiasmante di 12 punti, 3.5 assist e 3.5 rimbalzi a partita e i problemi fuori dal campo sembrano non essere alle spalle: durante una trasferta a Miami, una visita ad uno strip club (durante la quale, peraltro, per difendere il suo compagno di squadra Sterling Brown, vittima di un assalto, è stato coinvolto in una rissa) gli costa 50 mila dollari di multa per violazione dei protocolli di salute NBA.
Lo scorso 27 aprile gioca una delle sue peggiori partite della stagione: 10 punti tirando 2/12 dal campo 4 rimbalzi e 5 assist.
A fine gara ha rilasciato una semplice dichiarazione: “devo giocare meglio”.
Stanotte, in effetti, qualcosa è cambiato: nella sorprendente vittoria ai danni proprio di quei Bucks che lo avevano inizialmente scelto alla numero 30, Kevin Porter Jr è salito in cattedra, mettendo a referto 50 punti, 5 rimbalzi e 11 assist. A soli 20 anni.
È stato di parola, ha giocato meglio.
Con la prestazione di questa notte ha messo il suo nome tra quelli dei più grandi di ogni epoca: è il più giovane di sempre a registrare una gara da 50+ punti e 10+ assist. Il precedente record era detenuto da Lebron James.
Stanotte è nata una stella e non vediamo l’ora di continuare ad ammirarla risplendere.

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