DEANDRE AYTON, DA PRIMA SCELTA A RIMPIANTO A CERTEZZA

 DEANDRE AYTON, DA PRIMA SCELTA A RIMPIANTO A CERTEZZA

 

NBA Draft 2018

 Per la prima volta nella storia, i Phoenix Suns hanno la prima scelta assoluta. 

I nomi importanti, nella classe 2018 sono parecchi: ci sono, per esempio, un ragazzino serbo che sta facendo parlare parecchio di sé in Spagna e un giovane talento americano che ha talmente impressionato in NCAA con la maglia degli Oklahoma Sooners da far nascere paragoni importanti con Stephen Curry.

 

James Jones, general manager dei Suns, però, non sceglierà né Luka Doncic né Trae Young.

I Phoenix Suns, infatti, decidono di puntare tutto su un ragazzotto delle Bahamas di 216 centimetri, reduce da una stagione collegiale da sophomore davvero impressionante con la canotta gli Arizona Wildcats: i Suns firmano Deandre Ayton.

 

Dopo il primo anno, però, quella di Jones viene considerata una chiamata sbagliata: Trae Young e, soprattutto, Doncic (chiamati rispettivamente alla 3ª e 4ª scelta, dopo persino Marvin Bagley III) stanno, infatti, illuminando notte dopo notte i palazzetti di tutti gli States con le loro giocate e finiranno prima di Ayton nella classifica del “Rookie of the year”, vinta poi dal play in maglia Mavericks.

 

Nonostante questo, le potenzialità del giovane centro ex Wildcats sono sotto gli occhi di tutti: avrebbe il fisico, l’atletismo e i polpastrelli per dominare il pitturato.

 L’anno da rookie lo conclude con 16 punti di media, 1 stoppata e 10 rimbalzi, con il 58% dal campo.

La stagione successiva, quella da sophomore, incrementa le sue statistiche, concludendo con 18 punti, 1,5 stoppate e 11 rimbalzi a partita: i numeri sono incoraggianti, ma Ayton non sembra avere la cattiveria agonistica necessaria a fare il salto di qualità che i Suns sperano che faccia. 

Della sua poca incisività ne risente anche il record di squadra, sempre più basso delle aspettative.

I tifosi dell’Arizona continuano a vedere la propria franchigia sciupare le occasioni di raggiungere un posto ai playoff nonostante la crescita costante ed evidente di Devin Booker.


I dubbi sull’utilità e sul reale valore di Deandre si fanno sempre più intensi.

 

Nella off-season 2020, dopo le ottime (quanto inutili) prestazioni della franchigia nella bolla di Orlando, James Jons decide che è l’ora di provare ad aggiungere il pezzo mancante alla sua Phoenix per provare ad agganciare finalmente un posto playoff: arriva la firma di Chris Paul.

Con CP3 in cabina di regia i Suns volano ed attualmente sono secondi ad ovest con un record di 48 vinte e 19 perse. L’obiettivo qualificazione playoff è già stato raggiunto da un pezzo ed ora si sogna in grande: Phoenix ricomincia finalmente ad essere considerata una contender.


Grazie alla “Point God” tutto il roster dell’Arizona sembra essere salito di livello e Ayton finalmente ha trovato la sua dimensione: è il centro perfetto nel sistema pallacanestro architettato da coach Monty Williams e messo in pratica da CP3.

La media stagionale, ad uno sguardo superficiale, sembra peggiorata: 14 punti, poco meno di 11 rimbalzi e una stoppata a partita. 


Tuttavia, le statistiche, come spesso accade, non dicono tutto: il ruolo di Ayton all’interno della squadra è cambiato e non gli vengono più richiesti gli straordinari nella fase realizzativa. Il 22 in maglia Phoenix, infatti, è passato dal provare quasi 15 conclusioni a partita a tentarne solamente 10, con la percentuale realizzativa che è migliorata passando dal 55% scarso al 62% abbondante. 

 Ci sono, comunque, alcune voci statistiche in cui Ayton sta eccellendo quest’anno, su tutte il pick and roll. Il centro originario delle Bahamas, infatti, è secondo nella lega per numero di “screen assist”, 377 (5.6 a partita) dietro soltanto ad un mostro sacro di questo fondamentale come Gobert. 

Si sta dimostrando il bloccante ideale per facilitare le conclusioni di CP3 e di DBook.

Anche in difesa ha alzato i giri del motore: è quinto nella lega per tiri contestati, più di 13 a partita, ed ha contribuito in grandissima parte a fare di Phoenix la settima difesa della NBA per efficienza difensiva.

 

Il merito del record dei Suns non è soltanto di Chris Paul: ci sono tanti piccoli fattori che stanno facendo la differenza ed uno di questi (non poi così tanto piccolo) è Deandre Ayton, da grande promessa a certezza sul parquet.




Commenti