JA MORANT, WANT YOU TO FLY
“With the second pick, in the 2019 NBA draft, the Memphis Grizzlies select: Ja Morant, from Murray State University”
Mentre tutti i riflettori puntano su un ragazzotto di 2 metri per 129 kg vestito di bianco, scelto alla 1 dai Pelicans, Zachary Kleiman (General Manager dei Grizzlies) porta a casa un diamante grezzo che di lì a poco illuminerà il FedEx Forum notte dopo notte, schiacciata dopo schiacciata.
Ja Morant già nell’anno da rookie grida a tutta la lega, a suon di prestazioni, di poter essere il go-to-guy di questi giovanissimi (ed altrettanto interessanti) Memphis Grizzlies: concluderà la stagione regolare con una media di quasi 18 punti a partita, 4 rimbalzi e 7 assist e mezzo, tirando con quasi il 48% dal campo e trascinando i suoi ad un passo dai playoff, con il nono record della Western Conference.
Complice anche l’infortunio di Zion Williamson, verrà giustamente eletto Rookie of the Year.
Ha la capacità, propria di pochi, di elevare il suo gioco quando le partite pesano e “dunk after dunk” porta i Grizzlies, orfani di Jaren Jackson Jr (secondo violino della squadra), fino a disputare il play-in contro i Blazers di Lillard, Mccollum e Carmelo Anthony.
La partita è combattuta fino all’ultimo possesso e Ja ne mette ben 35 conditi con 8 assist e 4 rimbalzi.
Purtroppo per la franchigia del Tennessee, però, sarà Portland a spuntarla 122 a 126.
I Grizzlies escono dalla bolla di Orlando a testa alta, forti e consapevoli del loro progetto che con giocatori giovani come Morant e JJJ non può che essere soltanto all’inizio di un lungo e stimolante percorso.
La stagione 2020 – 2021 comincia con il botto per il ROY in carica e nella prima partita della stagione ne mette 44 contro gli Spurs.
Career high.
Solamente 3 notti dopo ne infila 28 ai danni di Trae Young e compagni.
Ja Morant sembra essere definitivamente esploso, tanto che iniziano i primi pesanti paragoni.
“Il nuovo Derrick Rose”
In effetti lo stile di gioco è quello: ball handling sopra la media, crossover bruciante ed esplosività al ferro con pochi eguali.
Siamo però ancora molto lontani dall’MVP più giovane della storia,“Too Big, Too Strong, Too Fast, Too Good”.
Durante la terza partita stagionale, contro i Brooklyn Nets, nel tentativo di stoppare Timothé Luwawu-Cabarrot atterra male, finendo con il piede sopra a quello dell’avversario. L’esito è scontato: distorisione alla caviglia sinistra.
Le prime preoccupazioni sulla tenuta delle sue articolazioni, anche considerato il paragone con DRose, iniziano a sorgere.
Dopo due settimane, però, Morant è di nuovo sul parquet a martellare notte dopo notte il ferro avversario a suon di schiacciate.
È uno spettacolo per gli occhi, è costantemente nella top 3 degli highlights dell’NBA.
Questa notte, poi, ha ricordato a tutti ancora una volta di non essere soltanto un highlight vivente, ma di essere il vero uomo franchigia di Memphis: 37 punti, 4 rimbalzi e 10 assist per risollevare i Grizzlies con una vittoria sui T-Wolves, dopo le due brucianti sconfitte subite contro Orlando e Knicks.
Nella partita, peraltro, si è disputata una gara nella gara tra il ROY in carica e la papabile futura matricola dell’anno della stagione 2020 – 2021, Anthony Edwards.
La prima scelta assoluta al Draft 2020, infatti, ha messo a referto un career high da 42 punti 6 rimbalzi e 7 assist. Una prestazione sensazionale, ma non abbastanza per portare a casa la vittoria.
Memphis, con un record di 33 vinte e 32 perse, è all’8° posto ad ovest, in piena zona Play-in: riusciranno Ja e compagni a prendersi la rivincita dopo la scorsa stagione? Ai posteri l’ardua sentenza.
Di una cosa, però, siamo certi: nel futuro della lega a stelle e strisce c’è il 12 in maglia Grizzlies, sicuro protagonista dei prossimi 10 anni.
Una schiacciata alla volta.

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