RUSSELL WESTBROOK, HISTORY IN THE MAKING
Da quando, per la prima volta, Russ ha calcato il parquet ha sempre messo nel suo gioco un’energia, una fame fuori dal comune.
“When I turn on the TV and I watch players play, the player that plays with the same kind of emotion and grit and competitive intensity is Russell. Russell is going hard. Doesn’t matter who he is playing against, doesn’t matter what the odds are, he’s going, that’s a guy, he is going 110 percent every single time.”
Queste sono parole di Kobe Bryant, uno che dell’etica del lavoro e del sudore ha fatto la sua ragion d’essere. Un’investitura.
Prima del 26 aprile del 2013, quando durante una partita di playoff, Patrick Beverley (con un tentativo scriteriato di rubare palla) gli lesionò il menisco del ginocchio destro, Russell non aveva MAI saltato una partita.
E non parlo solo di NBA: da quando ha iniziato a giocare all’high school Westbrook era sempre stato presente ad ogni singola palla a due.
Dedizione ed amore smisurato verso il gioco.
I suoi tomahawk che distruggevano il ferro avversario in quel di OKC li abbiamo ancora tutti negli occhi: un fulmine che si schiantava contro le difese avversarie senza fare prigionieri.
Oggi, a 32 anni suonati, guida la NBA nella speciale classifica del “pace”.
Un atleta, probabilmente, senza precedenti.
Quest’anno, anche se dovesse registrare 0 punti 0 assist e 0 rimbalzi nelle ultime partite della stagione, Russell chiuderebbe con una tripla doppia di media.
È la 4ª stagione in tripla doppia di media della sua carriera: mai nessuno come lui.
Stanotte poi, ha scritto nuovamente la storia: 181 triple doppie in carriera, eguagliato “l’inarrivabile” record di The Big O.
Peraltro, Oscar Robertson, per costruirsi il record che fino a poco tempo fa veniva da tutti considerato intoccabile, ci aveva messo 1040 partite.
A Russel ne sono bastate 939.
Ormai la sua tripla doppia, notte dopo notte, non fa quasi più notizia.
“Semplici numeri” dicono. “Accumulatore seriale di statistiche” lo chiamano.
Eppure i SUOI Wizards sono noni ad est, ad un passo dal giocarsi il play-in. I maghi di Washington sono stati presi per mano da una furia con il numero 4 sulla schiena.
Questa notte, la notte in cui ha raggiunto la sua 181esima tripla doppia in carriera, ha trascinato i suoi senza Beal (che si è infortunato poco prima della fine dei regolamentari) nella vittoria all’overtime contro Indiana con un 2/2 ai liberi ad un secondo dalla fine prima e con una stoppata sulla sirena poi, confermandosi uno dei giocatori più clutch della lega.
Westbrook è il giocatore più divisivo degli ultimi anni: o lo si ama o lo si odia, ma nessuno può negare la sua grandezza ed i numeri sono lì a testimoniarla.
Atleta pazzesco, agonista senza eguali: una tripla doppia vivente.
Westbrook ha scritto indelebilmente il suo nome nel grande libro della storia del basket, e noi siamo tutti testimoni.

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